Non sono uno storico, ma un minimo di cultura e interesse per la Storia ce l'ho. Oltretutto a fine proiezione ho chiesto tre cose a Petrus , che sul genocidio turco sugli armeni sta ultimando la tesi di laurea, per avere un po' più chiaro sia se l'effettive cause emerse nel film fossero le uniche ad averlo generato (rispondendomi che no) che sul quanto fosse nascosta questa vicenda agli occhi e ai libri di quasi tutti gli europei (rispondemi: troppo nascosta) più un'altra (ti è piaciuto?mmm, purchè se ne parli mi va bene). Ed infatti è questo che mi vieta di parlare davvero male di questo film: bene o male parla di un evento storico così importante, delicato e celato che "purchè se ne parli". Trattasi infatti, e purtroppo, di un film televisivo (era nato per questo inizialmente) non solo a livello di riprese (da fiction), ma anche di montaggio (al cinema sarà stato ridotto ampiamente rispetto alla sceneggiatura complessiva). Tante cose vengono giusto abbozzate (il personaggio di Preziosi su tutti), la drammaticità della Storia non trapassa lo schermo, le situazioni appaiono spesso casuali e il budegte non enorme fa spesso apparire il tutto una rappresentazione teatrale. Il richiamo del titolo (che è tratto dall'omonimo libro di Atonia Arslan) è con il famoso Giardino dei Finzi Contini di Bassani. Un luogo in teoria fuori dal mondo che viene alla fine inglobato nelle storia del "razzismo". Purtroppo non lo consiglierei per una visione da cinema, ma con la Turchia alle porte dell'Unione europea nonostante sia indeitro con i diritti civili, questo film risulta comunque importante. A Berlino dove è stato presentato è stato applaudito dai tedeschi e non entusiasmato affatto i più esigenti francesi. Cast composito, vittima della cooproduzione, che ha una brava paz vega e dei bravissimi attori di contorno.
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