Flash dalla festa (se posso li farò ogni volta che vedo un film). Il film che apre la Secoinda Festa del cinema di Roma è il remake del'omonimo di Melville del 1966. I primi quaranta minuti sono il festival del manierismo, tutto è sfacciatamente ipercostruto, misto (nelle sparatorie) al c inema action di Honk-Hong, e quindi un po' a Tarantino. Poi a poco a poco diventa più fluido (che la produzione abbia visto il primo girato e abbia detto: non si può andare avanti in questo modo? o è andata così, oppure la prima parte è un omaggio sfacciato all'originale ), salvo ritornare nel finale, a sembrare un musical coreograficco dove tutti si muovono artificiosamente. Due ore e quarantacinque sono troppe, per poter essere distruibito in Italia dovrà essere tagliato. La Bellucci con la sua recitazione forzata, è perfetta per il tono del film (senza scherzi, ci sta bene). Alcuni dialoghi belli, buona la descrizione alla Simenon del detective Blot, belle alcune sequenze, ma l'eisto complessivo è parecchia noia e un film che si dimentica subito. Peccato, il noir ha ancora il suo fascino e i francesio (vedasi 36) lo sanno anche fare bene.
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