martedì, 11 settembre 2007

"Un film che rivoluziona il biopic" come ha detto il mio amico Mauro Corso. Anche se non si conosce davvero Bob Dylan, si apprezzerà questo quadro astratto, che più degli eventi si preoccupa di ricostruire il senso di una vita, freammenti di atmosfere, di personalità. Ciò non toglie che i riferimenti ci siano, eccome. Ogni personaggio rappresenta un decennio di vita di Dylan, dagli anni 60 ad oggi. Un film bellissimo, emozionante a suo modo geniale (a dover di cronaca: la trovata di attori diversi per lo stesso personaggio si era già vista in Palindroms di Solondz) intrerpretato benissimo soprattutto dalla Blanchett che giustamnete ha preso la Coppa Volpi.  Tra quelli in concorso che ho visto a Venezia è stato il migliore.  


EddieValiant ha incastrato Roger Rabbit alle 11:17
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