Verdone ripropone un film a 3 episodi e centra il bersaglio. Il suo non è certo un capolavoro, ma diverte, non è ripetitivo nè rispetto ai suoi vecchi personaggi (solo la coppia di burini è riproposta), nè rispetto alla commedia italiana di oggi (ok, ripeterla avrebbe voluti dire certamente un brutto film). La malinconia c'è, ma è un po' diversa da quella che traspariva in tanti al tri film, qui è più intessuta con l'esterno, rappresentata da una società che non si capisce dove stia andando e che nel personaggio del secondo episodio, ha un vero e proprio mostro. Azzeccato l'occhio critico sulla società, non banale, non luogo comune, belle le faccie dei caratteristi (su tutti Marino delle pompe funebri è straordinario), bravissima la Gerini (che corpo, che danza del ventre...), bravo lo stesso Verdone che alla regia non fa mancare alcune chicche sia in chiave comica (il suono del cellulare fuori campo nella scena della piscina) che in quella horror con, nel secondo episodio, citazioni di Hitchckock e richiami alla pitturia italiana rinascimentale. Le storie sono finalmente non eccessivamente focalizzate su Verdone, ma più di ampio respiro. I tre microfilm che ne escono (peer la prima volta montanti non incrociati, ma sequenzialmente) risultano, nell'insieme, un po' lunghi, ma ognuno di loro dura il giusto, tagliarli non avrebbe avuto senso. Per me, davvero un buon film, per quanto ne dicano tanti altri critici che forse si aspettano che Verdone da un momento all'altro diventi Allen. Più che altro, da Verdone sarebbe interessante aspettarsi una versione dei Mostri del nuovo millennio (dopotutto il professore che interpreta nel secondo episodio sembra proprio il Tognazzi papà di Dino Risi che tanto predica bene al figlio...)
grande, recensioni film in sala, tre stelle e 1 2 su cinque, grosso e verdone | link | commenti (5)






