Da anni l'attrice Natasha Richardson si era intestardita nel voler portare sullo schermo Follia, libro di Patrick McGrath. Testo famoso all'estero e strafamoso in Italia dove per il passaparola ha venduto alla grande. La Richardson si era convinta di poter essere perfetta per la parte della protagonista, una moglie di un dottore un po' frustrata che finsice coll'innamorarsi di un paziente del manicomio di cui il marito é il vicedirettore. Una passione che travalica la ragione (non sarebbe passione sennó!) fino a conseguenze di drammaticitá inaspettata. Sará che a me i film fatti con pochi personaggi, pochi soldi, ambientazioni tristi, storie drammaticamente letterarie e nessuno spunto regsitico interessante non mi entusiasmano, ma qui oltretutto mi vien da pensare che la Richardson si anche sopravvalutata. Brutto dirlo, ma se qui doveva trasparire erotismo (e´questo l'elemento che serve a tenere assieme la storia), il seno prosperoso e sempre schiacciato della Richardson non basta. Cosí come non basta la faccia alla Clive Owen bastonato del suo compagno di ventura (Edgar Stark). Il regista MacKenyie non ci mette del suo: la storia rpocede a strappi senza risucire a delineare il proprio centro (presumo nel libro fosse la follia/passione del titolo), ma affidandosi solo all'azione (intesa come serie di eventi a se stanti). Nel finale si sale un poco, ma non basta a giustificare il tutto. Non che sia un film ridicolo alla Basic Instict2, ma non essendo oepra d'arte e non avendo la capacitá di intrattanere senza gaurdare l'orologio, non vedo grosse ragioni per vederlo (a meno che non si é curiosi visto che se ne é letto il libro).Ps:Ian McKellen con quei capelli non si puó vedere!!!!






