Melodramma non indigesto, ma davvero medio, sospeso tra il desiderio di essere epico e commovente, e l'incapacitá di realizzare il tutto con idee adeguate. Per diventare emozionante, per preparare il (buon finale) costruisce una strutturá narrativa piú volte didascalica e sostanzialmente inutile, la doppia visione degli eventi, seppur possa essere giustificata dal dualismo veritá/percezione, spesso e volentieri non aggiunge nulla, ma ripete situazioni che una sola inquadratura avrebbe lasciato capire. Se il punto di vista é quello della ragazzina, sempre da lí bisogna partire, e per far capire che lei ha capito e interpretato male non c'é bisogno di farci rivedere tutta la scena. Un espediente utilizzato cos´tante volte che stanca presto. Nel tentativo di essere un "grande" film sulla guerra, ostenta per creare orrore (il cervello del tizio moribondo: a che pro?) e costruisce un lunghissimo piano sequenza, bello tecnicamente, ma cui manca il lirismo, la profonditá, il pathos, per rappresentare le sooferenze di un conflitto. Rimane un vezzo artistico fine a sé stesso. Col finale si risale un po', brava la Redgrave e gli altri attori, ma per il resto siamo dalle parti dell'occasione sprecata (l'idea/romanzo infatti non erano affatto male).
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