La parodia era un tempo un tipo di opera diretta all’ambiente colto. Senza ritornare ai tempi degli antichi greci o quelli di Goldoni e volendo rimanere ancorati al cinema, film spesso sottovalutati come i vari Hot shots (ma quasi tutti i lavori della ZAZ) negli anni ‘80 o i primi due Scary Movie erano comunque rivolti a chi quei film continuamente citati, li conosceva così bene da riuscirne a notare i punti deboli. E quindi riderne. Peccato che nell’ambiente cinematografico, per alcuni parodia significhi semplicemente presa in giro,e che i meccanismi che generano la risata siano spesso semplificati o ignorati. Ecco quindi che prodotti come Epic Movie riescono a trovare qualcuno che li finanzi e li distribuisca. E purtroppo, anche qualcuno che, ingannato dalla confezione e dal desiderio di un po’ di svago, li va a vedere.
Se Scary Movie aveva al centro delle proprie citazioni gli horror per teenager, e Hot Date le commedie sentimentali, epic Movie, nonostante la denominazione richiami i film epici/fantasy non tiene conto di nessuna macrocategoria. Cita un po’ tutto senza alcun fil-rouge.
Manca ispirazione, sia in fase di scrittura (due dodicenni qualsiasi avrebbero fatto di meglio) che di regia (gli stacchetti da videoclip sono raccapriccianti per la capacità di generare noia). La base portante della narrazione è una rivisitazione di Le cronache di Narnia (divenuta Gnarnia) , film già brutto e poco credibile di suo, che poteva essere messo davvero alla berlina. Così non è. Altre citazioni: X.men, Charlie e la fabbrica di cioccolato, American Trip (la migliore visto che riguarda lo stesso protagonista Kal Penn), Guerre stellari, Harry Potter, Supernacho, Saw, Cambia la tua vita con un clic, Snakes on a plane, Il codice da Vinci, Scarface, Mission Impossible, American Pie (la mamma di Stifler!), i Pirati dei Caraibi, il nuovo 007, Superman, Borat (giusto il finale) più qualche frecciatina allo star system statunitense come alla coppia Pitt-Jolie e le loro adozioni o a Paris Hilton. Battute che si ripetono e che oltretutto già al primo ascolto non facevano ridere, personaggi antipatici che non vanno mai a toccare quel surrealismo tipico e necessario per andare a toccare la fantasia degli spettatori (quel cinismo che fa ridere , ma che non si dice).
Insomma, non si ride, tanto che il trailer (realizzato con molte scene che nel lungometraggio non compaiono) risulta più ricco di battute di tutto il film. pubblicata qui:
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