(Migliore) emblema di un cinema d'azione US anni '80 in cui la struttura narrativa, i personaggi e qualsiasi dinamica era/è abbastanza telefonata così come sempre calcolati erano i danni (nella fiction) a persone e luoghi, la quarta avventura di McClane ha il grosso merito di non tradire i predendeti capitoli (per stile/per contenuto), ma di scherzarci sopra (e allo stesso tempo scherzare su tutto un certo tipo di cinema analogo). Un film del genre oggi che siamo abituati a Trnsformers e Spiderman non sarebbe accettato, e così l'arma dell'autoironia diventa una chiave per aprire il lucchetto dei cuori di pubblico e critica. Aloo stesso tempo questo confronto passato/nuovo si riversa anche nella sceneggiatura dove il dualismo analogico/digitale è riproposto su più aspetti e caratteri della vicenda. Bruce Willis è come al solito ottimo in quetso ruolo che è tutto suo (e che ha riproposto anche fuori dai vari Die Hard), Wiseman non è McTiernan e forse è un po' l'anello debole di tutto il marchingegno. Qualcosa di più, non come esplosioni, ma come gestione delle scene cult, poteva mettercelo (non so di cosa, ma ne ho avvertitro la mancanza).
recensioni film in sala, tre stelle e 1/2 su cinque, die hard 4 | link | commenti (3)






