Divertente è divertente, non c'è che dire. Si ride e di gusto, a patto di saper cogliere fin da subito la comicità basata sull'eccesso e il paradosso che Sacha Baron Cohen (già Ali G) mette in atto. Un finto kazako che riesce a far credere a tutti di essere un vero giornalista, tanto ingenuo quanto facilmente modellabile dai peggiori pregiudizi che ogni tanto si riscontrano nell' occidente (e oriente) più ignorante. Il fatto è che per quanto sia tanto comico quanto agghiacciante ciò che si vede e si sente da alcuni personaggi che loro malgrado fanno parte del film, tentare di fare a partire da questo , uno spaccato sociologico della nostra realtà mi pare impossibile se non fuori luogo. E mi rivolgo ai tanti critici qi quali pare che Borat abbia aperto gli occhi sulla tanta stupidità che c'è in giro. Borat è un film comico fatto da molte candid camera e alcuni passaggi di finzione (uqetso genere si chiama ormai mockumentary) che va gustato per la sua immediatezza, senza volerci trovare molto più di quanto non si veda. Tanto sarà stato tagliato in fase di montaggio che riguardava persone che non hanno reagito con così tanta imbecillità. Giusto, non c'è niente da dire e non pendo che gli stessi autori volessero fare più di quanto non si veda. L'ho visto in originale, doppiato da Pino Insegno (che è comunque bravissimo) non so come possa essere. Fatto sta che sono stati 84 minuti di risate di pancia.
recensioni film in sala, tre stelle e 1/2 su cinque, borat | link | commenti (8)






