Sulla scia di The Departed, ma ancor prima di The heat, Scott mette di fronte due grandi attori perchè simboleggino uno il bene e l'altro il male. Alla base ci mette una storia vera che però sa tanto di pretesto per andare incontro a quella che ormai è tendenza (persino film particolari come The prestige insistono ormai sul doppio protagonista). Ne esce un film classico, bello, ma non profondo che s di déjà-vu con una parabola, quella del sogno americano portato anche nell'ambiente della delinquenza (le regole del capitalismo valgono anche quando si parla di droga, così come l'american dream) che non viene sfruttato a sufficienza, quasi che si avesse paura di fare emergere e attualizzare qualche riflessione in più. Il Vietnam non è un po' Afghanistan e Iraq?La droga come mercato che dà lavoro non vale ancora oggi?Frasi o spunti buttate lì che potevano andare un po' più giù e picchiare. Allora sì che sarebbe stato un film duro come vuole apparire La contrapposizione uomo cattivo, ma dalla famiglia regolare e uomo onesto, ma dall'intimità disastrata, è poca cos per Scott, è accontentarsi. Esercizio perfetto di stile che non raggiunge i toni dell'epica. Bello nel suo essere fruibile e perfetto nella rappresentazione, ma nulla più. Grande cast comunque, non c'è che dire, con un Josh Brolin (il poliziotto corrotto) sempre più in ascesa ad Hollywood.
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