sabato, 24 marzo 2007

Nessuno ha il coraggio di ammetterlo, ma 300 è un film fascista. Certo, ad essere "fascista" è già la graphic novel  di Frank Miller (quello che ha inventato anche Sin City), però visto che qui si parla del film e non ce ne importa niente delle responsabilità, ma solo del contenuto, allora si può dire senza aver bisogno di puntualizzazioni. Fascista perchè Sparta e gli spartani, i nostri eroi, sono duri e puri, combattono per la gloria scartando i figli venuti male e inneggando all'orgoglio nazionalista come collante per incitarsi e unirsi contro il nemico Persiano. Il concetto dlela libertà è solo evocato: i persiani non appaiono mai crudeli, non emerge dallo schermo l'idea che una sottomissione nei loro confronti sarebbe la peggiore delle situazioni (neanche bella, senza dubbio), ma comunque non c'è crudeltà nè i pesonaggi dei nemici, o almeno non è mostrata, anzi l'unico vero personaggio negativo è un senatore spartano che si "vende". Questa diciamo che la macrostruttura, lo spirito che fin dalle prime scene (con oltretutto una voce fuori campo che sembra quella dei cinegiornali del ventennio) rende chiaro dove si vogli andare a parare: la gloria. La carica drammatica infatti è ridotta al minimo, ogni piccolo conflitto è risolto nello spazio di pochi minuti, e non tirato per le lunghe. Il gobbo traditore è scoperto dopo due scene, l'adulterio della moglie di Leonida, si scopre subito e subito c'è la vendetta divina. Non si vuole sovraccaricare la narrazione di microsituazioni, in modo da non distrarre lo spettatore dall'epicità e dal coraggio dei 300 del titolo. L'aspetto estetico è comunque il vero piatto forte del film. Computer graphic alla grande, ma non per ricreare chissà quali ambienti. Il film è uno dui quelli che soffoca, che vuole rendersi claustrofobico, stretto e univoco così come lo è il corridoio delle Termopili. Sparta, le rocce,il mare, i combattimenti: tutto è scuro, tutto è littorio, il bianco, il nero e il rosso creano contrasti su contrasti (si veda ad esempio lo scontro solo di colori dei combattiemnti tra spartani e persiani). La Storia è romanzata, i mostri sono normalizzati, la battaglia importante non per vedere come finirà, ma per mettere in risalto delle qualità ceh il narratore già sà e anticipa fin dall'inizio. Un film coerente come pochi, eccezionale potenza visiva. Sarà anche fascista, come dicevo all'inzio, ma da un punto di vista cinematografico, è grande ( e  "nuovo") cinema.


EddieValiant ha incastrato Roger Rabbit alle 18:02
recensioni film in sala, quattro stelle su cinque, 300 | link | commenti (17)