“Ciò che distingue Batman dagli altri supereroi è che chiunque può aspirare a diventare come lui. Non potrai mai essere come Superman, né come l’incredibile Hulk, ma potrai diventare come Batman. Se ti allenerai abbastanza durament, se ti impegnerai al massimo, forse, ma proprio forse, potresti diventare come Batman”.
Così David Goyer sceneggiatore del film assieme al regista Chris Nolan presenta l’uomo pipistrello, personaggio apparso per la prima volta nel 1939 per la Dc Comics da Bob Kane. A differenza degli analoghi “supereroi” visti prima in fumetto e poi al cinema, Batman non ha poteri particolari. Capire quindi come e perché Bruce Wayne abbia deciso di combattere il male, dedicando parte della propria vita ad un simbolo che potesse dare speranza, investendo da un momento all’altro soldi e tempo alla causa andava spiegato, raccontato.
Era rischioso quindi sceneggiare la nascita di Batman, mancando oltretutto (a differenza di altri episodi sui supereroi) l’analoga storia raccontata nel fumetto (si era parlato di una graphic novel di Miller, ma nella conferenza stampa Nolan ha smentito). Non si trattava quindi di trasportare una storia già scritta sul grande schermo, ma inventarla ex novo, riuscendo a non smentire le tante conoscenze che già si avevano del personaggio, e apparendo credibili per motivazioni. Nolan e Goyer sono riusciti in questo. E gettando le basi del personaggio di Bruce Wayne, edificano anche la Gotham City sporca corrotta con la quale Batman andrà poi a misurarsi.
Nei passati episodi della serie, la narrazione partiva sempre dal confronto con Batman (protagonista fisso) e il cattivo di turno (Jocker, Pinguin, etc).
Se nei film di Burton (Batman 1 e 2) c’era un’estrema attenzione a scenografie e costumi, e l’atmosfera gotica creata aveva una grossa carica estetica, ma mancava una forte introspezione nel personaggio di Bruce wayne che sembrava fosse naturale e scontato dovesse essere Batman, in Batman begins ci rendiamo conto di quanto la scelta fu sofferta e “giusta”.
Il nucleo non è nella sconfitta del cattivo, quanto nell’intento di ristabilire la civiltà. Lo “Spaventapasseri” dura infatti non più di qualche minuto, così come Ra’s al Ghul e Ducard. Tutti emblemi, il cui decesso non pone certo fine alla decandente situazione generale.
Un po’ come in Sin city vediamo infatti una Gotham City senza tempo (che ricorda tanto NewYork con tanto di Wayne Center alla Rockfeller center) preda della corruzione, un ambiente coercitivo per i buoni dove è impossibile vedere trionfare la giustizia. Sempre notturna (tranne in un flashback di Wayne bambino) e spesso piovosa (e in una scena ricorda non a caso Blade Runner). La possibilità che un uomo solo combatta la decandenza della metropoli è impossibile, serve un modello che possa ispirare gli altri, ed è per questo che nasce Batman. Nel mettersi la maschera non c’è la ricerca di salvaguardare la propria privacy, ma la ben più alta motivazione di dare un esempio impersonale nel quale poter far riconoscere tutti.
In Batman scopriamo anche le ragioni dell’oscurità del nostroi eroe. Un uomo tormentato, che ha appreso il suo sapere dai rappresentati del male, un uomo costretto a mentire, il cui primitivo e latente impulso era ed è semplicemente quello di vendicarsi. Un uomo che si traveste da pipistrello perché di questo animale ha paura, che a forza di frequentare criminali era diventato criminale egli stesso.
Spettacolare, ma essenziale, Batman begins è un film violento e politico (le motivazioni che muovono Ra’s Al Ghul fanno un poco riflettere) che si presenta compatto, senza lasciare alcun dubbio allo spettatore sugli sviluppi della vicenda.
Sarà forse anche merito della concezione britannica che si è voluta dare al progetto, odve sia regista che buona parte del cast artitico(Bale, Caine, Oldman,Wilkinson e Murphy) e tecnico vengono dall’Inghilterra.
La tensione è continuamente presente seppur non siano molte le scene dedicate ai duelli, tra le quali va però ricordata quella fatta tra i ninja durnate l’addestramento, dove Nolan riesce a darci dei punti di riferimneto per seguire il combattimento, nonostante tutti i combattenti siano vestiti allo stesso modo. Riconoscere l’antagonista diventa quindi l’obiettivo non solo del novello Batman, ma di tutto il pubblico. 
Il cast è talemente ricco di nomi celebri che sarebbe impossibile parlarne male. Bale senza dubbio è azzeccato per la parte, seppur quando ce lo si presenta giovanotto ha un taglio di capellli davvero orripilante. La Holmes invece non convince nelle vesti della giovane procuratrice distrettuale tutta di un pezzo, seppur ci sia da dire che il suo ruolo è quasi di solo contorno. Il resto, a partire da Michael Caine (forse uno dei più grandi attori di sempre) fino ad arrivare all’irriconoscibile Gary Oldman (finalmente fa il buono!), passando per Morgan Freeman, Tom Wilkinson, Ken Watanabe e Rutger Hauer appaiono in parte, pronti alcuni di loro, in futuro a riprendere i propri personaggi.
Un film riuscito che speriamo però non abbia come sequel nuovamente quel Jocker (così il finale lascia intuire) che già tanto bene quindici anni fa ricoprì Jack Nicholson.
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